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La perfezione non esiste!
Qualcuno di noi, si affanna sovente per cercarla, ma le proprie labbra, celebrano questa enfatizzata realtà.
La perfezione non esiste!
Lo dice chi la cerca e lo dice chi neanche ci prova.
Ma tutti ci facciamo grandi di questa verità, solo per giustificarci di essere imperfetti quanto noi crediamo di essere.
Nessuno di noi lo dice con assoluta convinzione e consapevolezza.
Chi di noi infatti, almeno una volta nella vita, non ha sperato che qualcosa di se fosse perfetto. O che qualche nostro progetto o giornata o discorso, andasse in modo perfetto?
Ma cos'è la perfezione?
Non sto andando a scomodare Treccani o Zanichelli, cerco io stesso di capirne l'essenza ed il perché della sua impossibilità, se così è davvero.
Io considero la perfezione, quella esclusiva ed unica condizione, in cui vengono esauditi nel più profondo ed intrinseco dettaglio, tutti i parametri e requisiti necessari, quali che essi siano e non sia presente, prima, durante e nel dopo prossimo, alcun tipo di interferenza e/o disturbo.
Leggendola così, si può facilmente capire il perché della sia presunta impossibilità. Ovvero la compartecipazione di troppi fattori che a loro volta, per creare quella determinata perfezione, devono essere perfetti a loro volta e così via.
Proviamo allora, per convivere meglio con questa legge non scritta, perché non ci infetti di frustrazione, a declassare la nostra volontà su di essa.
Non più la ricerca della perfezione assoluta, ma ciò che è perfetto per noi.
Questa sembra più plausibile. Sembra non cerchi di illuderci.
Se è un qualcosa di perfetto per noi, significa che ci conosce alla perfezione, che è una modellazione fatta esattamente su di noi.
Ma il termine 'perfezione' è sempre lì, a strizzarci l'occhiolino, con quello sguardo che non sappiamo ancora come interpretare.
Il perfetto in assoluto ed il perfetto per noi, hanno delle enormi differenze.
La prima si definisce da sola.
La seconda, implica delle imperfezioni più o meno importanti, che cercano di far calzare il tutto, come un guanto nelle nostra mano.
Ma davvero, il concetto di 'perfetto per me', mantiene la sua parola?
Si! Almeno per me.
Ma c'è una cosa che dobbiamo ancora capire profondamente, a mio avviso.
Che se la perfezione non esiste, anche il concetto di 'perfetto per me' non deve farci tornare a pensare ad un totale, sistemico, psicofisico ed emotivo appagamento. Non risolve tutto, non costruisce l'infinito.
Ti pone invece di fronte a dei compromessi. Magari minimi.
Il perfetto per te, può voler dire essere un centrocampista anziché un attaccante come volevi.
Inversamente può volerti vedere essere uno scienziato famoso, piuttosto che il rocker che saresti voluto essere.
Può voler dire indossare un maglioncino della tua precisa misura, ma che non è del colore o della marca che volevi.
Ecco... anche tutto questo mio scritto, non è assolutamente perfetto, forse ha cercato di esserlo ed ha fallito.
Forse però è giusto per se stesso. Forse, in qualche modo, è riuscito a spiegarsi.
A far capire che se dalla testa e dal cuore, ci togliessimo la continua ed ancestrale ricerca di una perfezione assoluta, troppo luminosa, melliflua ed inconsistente, alleggeriremo il nostro petto da stress ed ansie e si riempirebbe di munifica accettazione e dolce consapevolezza.
Forse questo scritto, è riuscito nell'intento o forse no.
In fin dei conti non è stato scritto da un filosofo o uno psicologo.
Neanche da un giornalista e a malincuore, neanche da uno scrittore perfetto.
Perchè la perfezione, ormai si sa, non esiste!